L’Ickabog di J K Rowling

L'Ickabog di J.K. Rowling

L’Ickabog di J K Rowling

Quando ricevo in dono un libro sono sempre felice, soprattutto quando si rompono le righe, si acquista un genere fuori dalla mia confort zone e mi si conquista… con L’Ickabog di J K Rowling. Libro pubblicato in Italia da Salani Editore, disponibile in versione cartacea ed ebook.

La trama

C’era una volta un regno chiamato Cornucopia. Una minuscola nazione ricca e prospera, famosa per i suoi formaggi, gli ottimi vini, i dolci deliziosi e le salsicce succulente. Sul trono siede un sovrano benevolo, Re Teo il Temerario, le cui giornate trascorrono pigre, tra banchetti sontuosi e battute di caccia, con la fida compagnia dei suoi lord, Scaracchino e Flappone. Tutto è perfetto… O quasi.

Secondo la leggenda, infatti, un terribile mostro è in agguato nelle Paludi del Nord. Ogni persona di buonsenso sa che l’Ickabog è solo una leggenda inventata per spaventare i bambini. Ma le leggende sono strane e a volte prendono una vita propria…

Quando questo accade, toccherà a due giovani amici, Robi e Margherita, affrontare un’incredibile avventura e svelare una volta per tutte dove si nasconde il vero mostro. Solo così speranza e felicità potranno tornare a Cornucopia.


Curiosità

L’ickabog è una storia che è sempre stata chiusa nel cassetto, creata a mozzico e bocconi per i suoi figli e che nel momento clou del Covid, ha deciso di far pubblicare – prima on line e in un secondo tempo cartaceo – per allietare i bambini chiusi in casa.

La versione cartacea è un libro illustrato. Le illustrazioni sono di bambini italiani, vincitori del torneo indetto dalla casa editrice. Presumo e spero che in ogni Paese sia stato tenuto il medesimo torneo.

Ickabog in inglese arcaico significa “senza gloria”… troveremo questo significato nella fiaba?


Questa è la classica fiaba destinata ai più piccoli di casa ma che in realtà insegna molto a noi adulti.
La perenne lotta tra il bene e il male, in cui la menzogna trascina a fondo non solo una persona ma un intero popolo. Nella parte centrale del libro potremmo leggere tra le righe quasi un messaggio politico dell’autrice, poiché fa molto riflettere sulle scelte del Re e dei suoi “consiglieri” .

Tradimenti, menzogne, omicidi, paura, omertà, corruzione, desolazione, solitudine… i temi trattati appunto nella parte centrale e meno “fiabesca” del libro.
Una fiaba che nel profondo ci fa comprendere come in qualche modo tutto noi siamo responsabili del Bene o del Male che ci circonda. Un Mondo in cui dobbiamo rimanere saldi ai nostri valori e coraggiosi per essere Retti. Per me è questa la chiave di lettura destinata a noi adulti.

Una storia assolutamente non banale, scorrevole e intrigante. Fiaba, ripeto, destinata ai bambini ma che fa riflettere, poiché molte vicende narrate trovano parallelismi con la nostra realtà.

Questo libro che può benissimo trovare alloggio nelle nostre librerie accanto al famoso “Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry, per essere riletto magari tra qualche anno con occhi diversi.

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Chiara R.

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