Momenti di felicità di Marc Augé

Momenti di felicità di Marc Auge

Momenti di felicità di Marc Augé

Attraverso la penna dell’antropologo e filosofo francese Marc Augé, inventore dei “non luoghi”, scopriamo forse la ricetta per la felicità in Momenti di felicità. Libro pubblicato in Italia da Raffaello Cortina Editore, disponibile in versione cartacea ed ebook.

La trama

Il piacere di incontrare un viso, un paesaggio, un libro, un film, una canzone, l’emozione del ritorno o della prima volta: sono impressioni fugaci, momenti di felicità concessi a tutti, indipendentemente da origini, cultura, sesso.

Spesso arrivano improvvisi, in situazioni dove nulla sembrerebbe favorirli: nondimeno esistono e resistono, contro venti e maree, al punto di abitare stabilmente la nostra memoria.

Marc Augé esplora questi Bonheur du jour, mescolando riflessioni e ricordi personali, con un piccolo cammeo dedicato ai canti e sapori d’Italia. Delizioso omaggio ai piaceri dei sensi che il nostro paese gli ha sempre offerto e offre a chiunque sappia intenderli come forma di autentica cultura.

Ma lo sguardo dell’antropologo si fissa anche sull’oggi, sui momenti felici che oppongono resistenza all’epoca presente, all’inquietudine e all’angoscia: momenti “di felicità nonostante tutto“, perché nei periodi di incertezza avviene di norma che si vada in cerca di salvagenti.


Tutti gli esseri umani vogliono essere felici; peraltro, per poter raggiungere una tale condizione, bisogna cominciare col capire che cosa si intende per felicità. – Jean-Jacques Rousseau

L’acquisto di questo libro è stato per me impulsivo, attratta dalla copertina – una tazzina di caffè fumante – e dall’estratto. Un libro per imparare ad essere feliciti o meglio per riflettere su cosa ci possa rendere felici nonostante tutto. La chiave del discorso dell’autore è questo “nonostante tutto”, un voler vedere il bicchiere sempre e comunque mezzo pieno e mai mezzo vuoto.

Ho sempre definito la condizione di felicità effimera, legata a momenti fugaci ma carichi di emozioni, mai statica ma sempre dinamica.

Attraverso “un diario di bordo disordinato”

l’antropologo racconta al lettore alcuni episodi della sua vita, in cui la felicità si manifesta sotto forme, suoni, colori, profumi, persone e ambienti differenti. La sua scrittura è chiara, fluida, coinvolgente e colta, grazie alle innumerevoli citazioni letterarie.

Un memoir dove la felicità risulta legata al tempo sia individuale sia collettivo, come una variabile illusoria che quando si manifesta rimane impressa nella mente. I momenti di felicità, di cui parla Marc Augé, nutrono il nostro presente, le nostre attese e aspettative.

… e se la felicità fosse cosi vicina all’infelicità da non saperla cogliere a volte?

Chiara R.

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