Il giardino della locanda dei libri di Viviana Picchiarelli

Il giardino della locanda dei libri di Viviana Picchiarelli

Il giardino della locanda dei libri di Viviana Picchiarelli

Dall’autrice del bestseller di “La locanda degli amori sospesi” (leggi la recensione qui), un libro che ho amato profondamente, oggi vi parlo di Il giardino della locanda dei libri di Viviana Picchiarelli. Libro edito da Newton Compton Editori, disponibile in versione cartacea ed ebook.

La trama

Dopo la morte della madre Ginevra e Celeste hanno provato a recuperare il loro rapporto, ma le troppe incomprensioni legate a un passato mai dimenticato le hanno allontanate al punto da farle sentire due estranee. È facile che le tensioni tornino a galla.

Ginevra ha chiuso la relazione travagliata con Riccardo, mettendo fine ai progetti che si era illusa di poter condividere con lui.

Celeste invece non può fuggire di fronte al dolore per la perdita, reso più acuto dal ritrovamento di tre taccuini appartenuti alla madre. In quelle pagine potrebbe esserci la chiave per scoprire la verità su un padre che non ha mai conosciuto.

A sostenere entrambe c’è Matilde, la proprietaria della Locanda dei Libri, sul lago Trasimeno, le cui stanze, mai sazie di far da teatro ad amori, amicizie, scontri e rappacificazioni, saranno ancora una volta il luogo in cui si consumeranno drammi familiari: ma sarà proprio lì che Celeste e Ginevra riusciranno finalmente a venire a patti con il passato e a concedersi la possibilità di amare ancora.

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Ci eravamo lasciati, nella Locanda degli amori sospesi, con la morte di Matteo, padre di Ginevra e primo vero amore di Matilde, e con la nascita della coppia Riccardo e Ginevra.

Come per il precedente romanzo, la trama si svolge nell’arco di circa un anno al ridosso e alla fine del Natale.

I personaggi protagonisti
  • Emma mamma di Riccardo, amica e socia di Matilde
  • Ginevra sempre innamorata di Riccardo ma alla perenne ricerca di se stessa
  • Celeste sorella/stra di Ginevra
  • Claudio il tutto fare scorbutico ma bonaccione
  • Federico amico e socio in affari di Riccardo
  • Gregorio pittore, anima onnipresente nella Locanda dei libri sul Lago Trasimeno

Che la famiglia Rossini fosse complicata ne avevamo avuto il sentore nel precedente libro, ma è in questo che si sviscerano le radici di dissapori e malintesi tra Matilde e Celeste. In questo racconto scopriamo che Celeste non è figlia di Matteo Rossini ma di un primo amore della madre di entrambe.

Ironia della sorte, alle porte del Natale, qualcuno si scontra con il muretto della Locanda, Matilde gli presta soccorre e gli offre un lavoro. Il tutto fare senza fissa dimora è Claudio, che si scoprirà essere il padre biologico di Celeste.

I rapporti tra le due sorelle non sono semplici, ma complice la morte della loro madre, l’affrontare loro malgrado la dura realtà in amore, in famiglia e sul lavoro, cresceranno e si riavvicineranno.

Le donne della Locanda, si trovò a ragionare, erano l’immagine della tenacia e del coraggio.

Gli uomini di questi romanzi sembrano sempre vittime e carnefici di ciò che ruota intorno alle donne della locanda, eppure sono proprio loro a dare spessore, dinamicità e forza ad esse.

Il romanzo si conclude con l’incoronamento della storia, mai affrontata apertamente dall’autrice, tra Emma e Gregorio, e l’attesa del primo figlio tra Ginevra e Riccardo. Ho quasi il presentimento che ci sarà un seguito, che questa Locanda non ha smesso di ammaliarmi e di raccontarmi le saghe di famiglia. La mia idea è che l’autrice possa dare un seguito alla storia tra Claudio e Celeste, padre e figlia che iniziano a conoscersi verso fine libro, e tra Celeste e Federico.

La locanda dei Libri è di sicuro un posto fuori dagli schemi. Una volta qui, è come se si venisse investiti da qualcosa di magico e si finisce per esserne totalmente assorbiti.

Viviana Picchiarelli è riuscita nuovamente a scrivere un libro dalla trama elegante, dove presente e passato sono finemente intrecciati. Trama scorrevole ma non per questo banale o superficiale, perché l’autrice tratta temi cosi delicati che riescono a toccare l’animo del lettore fino a farlo immedesimare nella melanconia o nella felicità del protagonista.

Chiara R.

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