“Aspettami fino all’ultima pagina” di Sofia Rhei

“Aspettami fino all’ultima pagina” di Sofia Rhei – Recensione

“Il y a duex fillex en moi”
Sylvie Vartan
 
In questo periodo, complice il fatto che per lavoro mi muovo con i mezzi pubblici, sto leggendo un libro a settimana, e dopo mesi di attesa nella mia libreria virtuale (questo romanzo è uscito a fine Agosto 2017) ho divorato in poco più di 6 ore “Aspettami fino all’ultima pagina” di Sofia Rhei, edito da Newton Compton Editori.

La trama

Silvia ha quasi quarant’anni, vive e lavora a Parigi e ha una relazione difficile con Alain, un uomo sposato che da mesi le racconta di essere sul punto di lasciare la moglie. Dopo tante promesse, sembra che lui si sia finalmente deciso, ma la fatidica sera in cui dovrebbe trasferirsi da lei, le cose non vanno come previsto. E Silvia, in una spirale di dolore e umiliazione, decide di farla finita con quell’uomo falso e ingannatore e di riprendere in mano la sua vita. Alain però non si dà per vinto, e Silvia non è abbastanza forte da rimanere indifferente alle avances dell’uomo che ama… Dopo giorni e notti di disperazione, viene convinta dalla sua migliore amica a fare visita a un bizzarro terapeuta, il signor O’Flahertie, che sembra sia capace di curare le persone con la letteratura. Grazie ad autori come Oscar Wilde, Italo Calvino, Gustave Flaubert, Mary Shelley, e al potere delle loro storie, Silvia comincia a riflettere su chi sia realmente, su quali siano i suoi desideri più profondi e su cosa invece dovrebbe eliminare dalla sua vita…
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Parto con il dirvi che, nonostante questo libro cavalchi l’attuale onda dei romanzi che hanno come quasi co-protagonisti della storia i “libri”, questo è un romanzo che va oltre.
Ogni capitolo si apre con una frase in francese e il nome del suo autore, una frase che fa da apripista a ciò che troveremo nello stesso capitolo.
La storia è ambientata nella mia adorata Parigi e ha come protagonisti personaggi provenienti da diversi Paesi, volontà, forse, dell’autrice di dimostrare come Parigi sia una città da sempre multiculturale e cosmopolita.
La protagonista assoluta è Silvia, una donna sulla quarantina, intelligente, attraente, forte e fragile allo stesso tempo, una fragilità data dalla sua inconsapevole capacità di avere sempre uomini sbagliati e probabilmente piccoli d’animo al proprio fianco, uomini che la privano della “vita” che meriterebbe di vivere.
Oltre a Silvia, spiccano come personaggi Isabel, la migliore amica di Silvia, Alain, l’amante di Silvia, Odysseus e O’Flahertie.
Il personaggio che ha catturato la mia attenzione fin dall’inizio è stato il terapeuta O’Flahertie, e sarà lui a svelarci il significato del titolo del libro. Ovviamente, non posso fare spoiler, vi rovinerei il finale della storia! Sappiate però che pagina dopo pagina vi sentirete sempre più spogli, forse vi troverete a fronteggiare anche qualche scheletro nell’armadio e ad affrontare con lucidità e oggettività sentimenti dormienti, proprio come la protagonista, Silvia.
Ciò che io chiamo ‘l’isola dell’ultima pagina’. Quante volte dubitiamo prima di sapere se riusciremo a calarci completamente in un libro, se riusciremo ad affidarci alle sue pagine fino al punto di riversare tutti noi stessi nella lettura. In rare occasioni succede che, terminando di leggere un libro, avvertiamo di essere stati condotti verso un punto a cui avevamo bisogno di arrivare. E succede solo quando le pagine sono state poco più che un pretesto per trovare un luogo luminoso dentro noi stessi”.
 
Questa storia ha un qualcosa di magico e di terapeutico, e ci dimostra come non esista un solo finale possibile per una storia, un’avventura, un incontro, ma più possibili finali, a seconda di chi vive, osserva, assapora, ascolta ciò che gli sta capitando.
Chiara R.

 

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